Aggiornamento sulle attività svolte all'interno del progetto la "Via Carolingia"

29 ottobre 2009

Il progetto ha lo scopo di promuovere il territorio provinciale, in particolare l'imperiale Abbazia di Farfa, ripercorrendo idealmente il lungo viaggio che Carlo Magno effettuò nell’anno 800 per essere incoronato da papa Leone III. La strada percorsa collegava due estremità non solo geografiche: Aquisgrana e Roma, il presente ed il passato, il sogno di una nuova Europa sulle gloriose testimonianze che l'impero romano aveva lasciato.
Per tali motivi il lavoro didattico ha necessitato di una rete istituzionale composta da scuole, musei, enti ed associazioni, che superi il confine della provincia di Rieti attraversando quei luoghi, che memoria del viaggio, custodiscono le testimonianze della Rinascenza carolingia.
Nella prima annualità, as.2007-08, il lavoro è stato di ricerca con un significativo sopralluogo presso l'Abbazia di Farfa. Contemporaneamente si sono concretizzati i rapporti con la scuola omologa, l'ISArte di Mantova, visitata dagli allievi del Calcagnadoro nell'aprile del 2008.
Il progetto è stato inserito all'interno dell’attività proposta dal MIUR Scuola e Università: un laboratorio di ricerca-azione. A seguito della I^ scuola estiva di Archeologia e beni culturali tenutasi all'università della Tuscia di Viterbo dal 16 al 20 luglio 2007.
Alla luce della prima annualità si è approfondita la conoscenza dell’abbazia farfense valorizzandola attraverso la pubblicazione on-line dei materiali prodotti e del laboratorio di didattica museale nel sito messo a disposizione dal MIUR, www.musei-lazio.it. Tale attività fa parte di una più ampia progettualità dal titolo "Adotta il museo e... mettilo in rete" in cui hanno concorso nove scuole della regione Lazio. Il portale realizzato resta una documentazione permanente del lavoro di cui potranno usufruire altre classi e/o scuole della rete "carolingia".
Il 19 febbraio 2009, si è svolto a Rieti il convegno conclusivo a cui hanno partecipato esperti dell'UPTER e funzionari del MIUR in cui gli allievi sono stati protagonisti nel presentare il loro lavoro attraverso una piccola mostra didattica a scuola. Gli studenti del Calcagnadoro, affiancati dal dott. Tersilio Leggio, ideatore del progetto europeo, e dai loro insegnanti, hanno scoperto l'"bbazia, "rileggendola" con fantasia come aveva fatto l'artista Emanuele Luzzati nell'allestimento del 2000. I ragazzi hanno fatto esperienze di schedatura e proposto una serie di gadget per il merchandising del museo al fine di creare un indotto turistico-commerciale legato al bene culturale territoriale.
Nella stessa occasione sono stati presentati da Paolo Campanelli e Mauro Zennaro, il DVD-Video dedicato all'Abbazia ed il font Farfa nato dallo studio degli antichi codici miniati che furono prodotti nel colto scriptorium sabinese.
Nella III annualità, che si sta dischiudendo, il gemellaggio Rieti-Mantova troverà la sua giusta conclusione. I ragazzi dell'ISA "G. Romano" di Mantova saranno in visita nel capoluogo Sabino dal 10 al 12 novembre prossimo condividendo momenti di crescita culturale, socializzazione e festa con i loro compagni.
Il patrimonio culturale ed il suo forte significato simbolico saranno occasione di crescita comune e di unione.

Finalità generali
1 Trovare le radici dell’Europa nell’eredità storico-culturale del Sacro Romano Impero di Carlo Magno teso al recupero della classicità all’interno della nuova cultura cristiana
2 Scoprire che il "particolare", la microstoria, il proprio territorio, sono parte di un "intero" che è la macrostoria "distesa" lungo una strada, una via, la Via Carolingia.
3 Educare i giovani al valore della scoperta individuando nel territorio di appartenenza il bene culturale attraverso letture "stratigrafiche".
4 Educare le giovani generazioni attraverso un laboratorio didattico a scuola, in rete e sul territorio allo spirito d'osservazione, la curiosità, l'operatività individuale e la collaborazione in gruppo.
5 Educare i giovani alla lettura dei segni della storia quale bene comune per una condivisa memoria collettiva. Saper ricercare gli elementi di originalità ed identità della cultura artistica locale documentandone le rilevanze più interessanti anche da un punto di vista antropologico.
6 Operare all'interno di una didattica trasversale tra classi di indirizzo diverso, ma, all'interno dello stesso istituto secondo le modalità della redazione.
7 Imparare a fare una ricerca sul campo attraverso la ricognizione scientifica dei dati e le testimonianze, scritte, archivistiche, cartacee, bibliografiche, iconografiche al fine di creare una didattica laboratoriale che si avvale anche delle strumentazioni informatiche e della rete come strumento di comunicazione del sapere.

(La referente del progetto, prof.ssa Letizia Rosati).